Categoria: Catasto e planimetrie

  • La conformità catastale allo stato dei luoghi è sufficiente per fare l’atto?

    È una domanda che ricevo spessissimo: «la planimetria è a posto, allora possiamo andare dal notaio, giusto?». La risposta, netta, è: no. La conformità catastale è necessaria, ma da sola non basta per un atto sereno.

    Cosa garantisce (davvero) la conformità catastale

    Ogni atto deve contenere la dichiarazione che i dati catastali e la planimetria corrispondono allo stato di fatto (art. 29, comma 1-bis, L. 52/1985). Senza questa conformità l’atto è nullo. Fin qui, quindi, la planimetria allineata è un requisito indispensabile. Il punto è che è solo metà del lavoro.

    Il punto che sfugge: il doppio binario

    Il catasto ha una finalità soprattutto fiscale: fotografa l’immobile per calcolarne la rendita. Non «autorizza» nulla. La legittimità delle opere sta su un altro binario, quello urbanistico-edilizio, fatto di licenze, permessi, SCIA e condoni. Puoi quindi avere una planimetria catastale perfetta e, sotto, un abuso edilizio mai sanato: il catasto allineato non lo rivela.

    Perché al notaio (e alla banca) serve anche l’urbanistica

    Per stipulare, l’atto deve riportare gli estremi dei titoli edilizi — le cosiddette menzioni urbanistiche (art. 46 DPR 380/2001). Se manca la legittimità urbanistica, l’atto può essere nullo e la banca, in fase di perizia, blocca il mutuo anche con la planimetria in ordine. La conformità catastale rassicura sul «come è disegnato», non sul «se era permesso farlo».

    Cosa serve davvero per andare all’atto sereni

    Due conformità, non una: quella catastale (planimetria e visura allineate allo stato di fatto) e quella urbanistica (lo stato legittimo ricostruito dai titoli). Dove rilevante, si aggiunge l’agibilità. Verificarle entrambe prima è esattamente ciò che fa il Metodo CheckVendita™; se emergono difformità, l’articolo su vendere casa con abusi edilizi spiega cosa si sana e cosa no. Se parti da zero, leggi cos’è la planimetria catastale.

    FAQ

    Se la planimetria è conforme, il notaio può comunque rifiutarsi di rogitare? Sì, se manca la legittimità urbanistica o gli estremi dei titoli da citare in atto.

    La conformità catastale è obbligatoria in atto? Sì (art. 29 c. 1-bis L. 52/1985): senza, l’atto è nullo. Ma non certifica la regolarità edilizia.

    Come faccio a sapere se ho anche la conformità urbanistica? Ricostruendo lo stato legittimo dai titoli e confrontandolo con lo stato di fatto: è una verifica tecnica.

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  • La planimetria catastale: cos’è?

    Se stai per vendere o comprare casa, sentirai nominare spesso la planimetria catastale. Vale la pena capire davvero cos’è, perché è uno dei documenti che decide se una compravendita fila liscia o si inceppa.

    Cos’è, in parole semplici

    La planimetria catastale è la rappresentazione grafica ufficiale del tuo immobile, depositata presso l’Agenzia delle Entrate. Indica i confini, le dimensioni e la disposizione interna: muri, porte, finestre, la destinazione dei singoli vani. È, in sostanza, la piantina riconosciuta dallo Stato della tua casa.

    Perché è centrale nella compravendita

    Il motivo è preciso: deve corrispondere allo stato reale dell’immobile. La legge chiede al venditore di dichiararlo esplicitamente nell’atto. Se nel tempo sono state fatte modifiche interne — un tramezzo spostato, un bagno ricavato, due stanze unite — e non sono state aggiornate in catasto, la planimetria non è più conforme e va sistemata prima dell’atto. Diversamente, il notaio non può rogitare e la banca dell’acquirente può bloccare il mutuo in fase di perizia. Su questo abbiamo un approfondimento dedicato: cosa succede se la planimetria non corrisponde.

    Cosa NON dice la planimetria

    Un chiarimento che evita errori costosi: la planimetria catastale allineata non certifica la regolarità edilizia. Il catasto ha finalità soprattutto fiscali; l’urbanistica riguarda la legittimità delle opere. Una planimetria perfetta può convivere con un abuso edilizio, e viceversa. Per vendere sereni servono entrambe le conformità — è uno dei pilastri del Metodo CheckVendita™.

    Come verificarla prima di vendere

    Il controllo è semplice nella logica: si rileva lo stato di fatto, lo si confronta con la planimetria depositata e con i titoli edilizi, e si interviene dove serve (di norma con una pratica DOCFA). Farlo in anticipo è uno dei primi passi di una verifica pre-vendita: un dettaglio tecnico che, se trascurato, può fermare il rogito; se gestito per tempo, non lo noterai nemmeno.

    FAQ

    Dove trovo la planimetria catastale della mia casa? Si richiede all’Agenzia delle Entrate (catasto); un tecnico può recuperarla e confrontarla con lo stato reale.

    Ogni modifica interna richiede l’aggiornamento? Sì, se incide su distribuzione, superfici o destinazione dei vani.

    La planimetria conforme basta per vendere? È necessaria ma non sufficiente: va verificata anche la conformità urbanistica.

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  • Cosa succede se la planimetria catastale non corrisponde?

    Dal 2010, per legge (art. 19, c. 14 del D.L. 78/2010), ogni atto di compravendita, donazione o permuta deve contenere il riferimento alla planimetria catastale depositata e la dichiarazione del venditore che essa corrisponde allo stato reale dell’immobile. È una delle verifiche che sembrano formali e invece fermano più rogiti di quanto immagini.

    Perché la conformità è così importante

    La planimetria catastale è la fotografia ufficiale della tua casa depositata all’Agenzia delle Entrate: muri, aperture, disposizione e destinazione dei vani. Se nel tempo qualcuno ha spostato un tramezzo, ricavato un bagno, diviso una stanza o chiuso un balcone senza aggiornare il catasto, quella fotografia non è più vera. E se non è vera, il venditore non può dichiararne la conformità.

    Cosa succede in concreto

    Due conseguenze, entrambe pesanti. La prima: il notaio non può procedere finché la posizione non viene aggiornata, di norma con una pratica DOCFA. La seconda, spesso la più insidiosa: in fase di perizia, il tecnico incaricato dalla banca rileva il disallineamento e il mutuo dell’acquirente si blocca all’ultimo momento, quando ormai la trattativa è chiusa e le aspettative sono alte.

    Attenzione: conformità catastale non è conformità urbanistica

    Qui si annida l’equivoco più comune. Una planimetria catastale allineata allo stato di fatto non prova che l’immobile sia in regola dal punto di vista edilizio. Sono due piani diversi: il catasto fotografa, l’urbanistica autorizza. Puoi avere una planimetria perfetta e un abuso edilizio sotto, oppure una casa regolare col Comune ma una planimetria da aggiornare. Per questo la verifica seria le controlla entrambe — è uno dei principi del Metodo CheckVendita™.

    Come sistemarla prima di vendere

    La strada è ordinata: si rileva lo stato di fatto, si confronta con la planimetria depositata e con i titoli edilizi, si individuano gli scostamenti e — se rientrano nelle tolleranze o sono sanabili — si predispone il DOCFA e, dove serve, la pratica edilizia. Farlo prima di mettere in vendita evita blocchi, rinegoziazioni al ribasso e trattative che saltano. Se il mutuo dell’acquirente è già stato negato per questo motivo, leggi anche come recuperare un mutuo rifiutato per irregolarità edilizia.

    FAQ

    Ogni modifica interna va aggiornata in catasto? Sì, le variazioni che incidono su distribuzione, superficie o destinazione dei vani vanno aggiornate con DOCFA.

    Quanto tempo serve per aggiornare la planimetria? In genere pochi giorni per la pratica DOCFA, una volta eseguito il rilievo. I tempi complessivi dipendono dalla situazione.

    Basta la planimetria giusta per vendere serenamente? No: è necessaria ma non sufficiente. Va verificata anche la conformità urbanistica.

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